Il 19 in Piemonte

La storia della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.

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La fondazione ufficiale dell’attuale Biblioteca nazionale universitaria di Torino si colloca nel 1723 quando per volontà del sovrano Vittorio Amedeo II di Savoia, venivano accorpati nei nuovi locali della Regia università di via Po i tre principali fondi librari presenti nella città: i libri del Comunela raccolta della Regia università, generalmente legata alle esigenze dei docenti e degli studenti; i libri della corona, raccolti dai duchi di Savoia.

La Biblioteca della Regia università si distinse fin da subito per il lavoro di catalogazione del patrimonio manoscritto, intrapreso dall’abate Francesco Domenico Bencini, ma soprattutto dall’Abate Giuseppe Pasini di Padova, prefetto tra il 1745 e il 1770.

L’istituto incrementò anche il suo patrimonio di libri a stampa, grazie al privilegio concesso del diritto di stampa, a cospicui doni e all’acquisto di svariati fondi. Ulteriori collezioni pervennero in seguito alla soppressione della Compagnia di Gesù, e in epoca napoleonica le soppressioni conventuali arricchirono il patrimonio librario di più di 30.000 volumi.

La ricchezza dei fondi conservati nel 19esimo secolo fece sì che la biblioteca, al momento della riorganizzazione delle biblioteche italiane, nel 1876, venisse fregiata del titolo di nazionale preposto a quello tradizionale di universitaria.

Nel gennaio del 1904 un incendio catastrofico compromise, irrimediabilmente, la sezione dei manoscritti, degli incunaboli piemontesi, delle aldine e della consultazione.

Durante il secondo conflitto mondiale, nel bombardamento di Torino del 1942, furono distrutti più di 15.000 volumi e porzioni del catalogo generale.

Nel 1957 iniziò la costruzione dell’attuale sede di piazza Carlo Alberto che terminò nel 1973.

Il 15 ottobre 1973 veniva inaugurata la nuova biblioteca che dipende dal Ministero per i beni e le attività culturali.