Il 19 in Piemonte

In Piemonte ancora molte zanzare. Colpa delle alte temperature di questo autunno!

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Zanzare a novembre, nel pieno della notte, pronte a colpire come se fosse luglio o agosto. Non è un incubo, ma la realtà. Colpa del clima, delle giornate calde – si arriva a temperature che oscillano intorno ai 17-18 gradi – e alle notti tutto sommato miti rispetto alla stagione, visto che la temperatura non si abbassa più di tanto. Non accenna nemmeno a scendere sotto i 7-8 gradi in città, che spazzerebbero via (almeno fino alla prossima stagione) le zanzare tigre. Insetti che invece sono in piena attività: se ne sono accorti i torinesi che in queste notti si sono svegliati con pruriti tipici estivi e hanno sentito il ronzio del fastidioso intruso. Gli esperti allargano le braccia: “Colpa del tempo troppo mite, finché la temperatura non si abbasserà continueranno a vivere e a riprodursi ” . Già perché le zanzare che rovinano il sonno dei torinesi sono esemplari femmina che, dopo il blitz, depositano le uova che poi si schiuderanno in primavera, con il ritorno del caldo. “Le zanzare tigre – spiega Igor Boni, ex presidente dell’Ipla, Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente e dipende dell’Istituto – sono insetti di origine tropicale. Con il freddo muoiono, ma rimangono le larve che si schiudono poi con il caldo primaverile. Non fa perciò così freddo”.

Il prolungarsi delle temperature miti fino alle porte dell’inverno è un fenomeno che gioca a sfavore di chi vorrebbe dormire la notte senza punture e prurito. Le zanzare sono così attive per un tempo più lungo e quindi il numero è maggiore prima dello stop invernale. Questo vuol dire che anche le uova deposte saranno di più. Se poi il freddo non sarà così rigido nemmeno nei mesi a venire le già resistenti uova delle zanzare tigre saranno meno colpite. Insomma, tra marzo e aprile, con le temperature in rialzo, la quantità di larve rischia di essere maggiore.
Da parte dell’Ipla non mancano i trattamenti anche in questo periodo. Interventi anti- zanzare soprattutto nelle aree cittadine. Ora i contratti con le imprese vengono rinnovati fino a fine novembre, sperando che arrivi presto un abbassamento delle temperature da provocare la morte degli esemplari, così da archiviare i fastidi notturni fino alla prossima stagione.