Il 19 in Piemonte

Scopriamo la storia del Castello Malingri di Bagnolo Piemonte.

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Sui primi rilievi montuosi, posti tra la Valle Pellice e la Valle Po, si erge il Castello di Bagnolo, i cui caratteri prevalentemente alto medioevali si sono in gran parte conservati, mentre risultano invece andate perdute, quasi del tutto, le tracce dell’antico borgo di Bagnolo. Questo doveva sorgere più a valle, sul luogo dove si trova attualmente il Palazzo o Castello Piano, circondato da un pregevole parco e caratterizzato da notevoli trasformazioni strutturali che si sono succedute nell’arco di tre secoli di storia.

Il complesso castellano, databile tra il XII e il XVI secolo, rappresenta una rara testimonianza dell’architettura fortificata in Piemonte. L’importanza in ambito locale del complesso è stata nel passato tutt’altro che irrilevante, in quanto sotto la sovranità dei Savoia, rappresentava una postazione di controllo della strada tra Saluzzo e Pinerolo. L’attenta opera di conservazione e tutela delle caratteristiche strutturali, oltrechè paesaggistiche, del sito, seguita nel tempo dai proprietari, rendono il palazzo, il parco, il castello e i suoi dintorni una singolare testimonianza di storia, di cultura castellana e di arte dei giardini in ambito piemontese.

Appare, infatti, evidente come l’edificazione disordinata della pianura si interrompa quasi improvvisamente prima delle alture di Bagnolo.

Oggi l’intero complesso è di proprietà del Prof. Arch. Aimaro Oreglia d’Isola, figlio di Caterina Malingri di Bagnolo, ultima discendente diretta dei conti Malingri di Bagnolo.

La piana coltivata a frutteti, le abitazioni e i laboratori di pietra arrivano fino al confine del feudo della famiglia dei conti Malingri di Bagnolo che nei secoli ha difeso e protetto la popolazione del luogo. Questo feudo, che era degli Acaja, fu dato prima ai Della Torre e agli Albertengo e poi, dalla fine del 1200 ai Malingri. Il Castello subì varie trasformazioni nei secoli. Nei decenni scorsi gli attuali proprietari, discendenti dei Malingri hanno dato avvio ad un notevole intervento di restauro dell’edificio.

Dall’alto della torre si comunicava con gli altri castelli e fortezze visibili per mezzo di segnalazioni luminose e colombi viaggiatori. Uno dei punti di collegamento era la torre quadrata (Tour Cairà) che si trova in pianura tra il castello e la rocca di Cavour, che secondo alcune leggenda sembrava essere collegata agli altri edifici con gallerie sotterranee. Questa torre faceva anch’essa parte del sistema difensivo di Bagnolo.