Il 19 in Piemonte

La conoscete la storia di Pragelato? E perché si chiama così?

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Oggi vi raccontiamo la storia di una delle località montane più famosa del nostro Piemonte, ossia Pragelato. Il toponimo allude probabilmente alla rigidità del clima di questi luoghi che, collocati ad una notevole altitudine, devono affrontare lunghi inverni. Del 1064 sono le attestazioni “Pratogelata”, in cui la -a finale è probabilmente residuo di un sintagma neutro plurale PRATA GELATA, e “Pratogellado”. Del 1225, invece, la variante “Prato Ialato”. Nella forma moderna è visibile l’apocope della prima componente, tipica anche del dialetto. La prima documentazione scritta risale al 1064, precisamente quando la contessa Adelaide di Susa, la donò all’abbazia di Santa Maria di Pinerolo. Verso la metà del 1100, i signori del Delfinato, con il sostegno del re di Francia, si scontrarono con i Savoia per l’esercizio della propria giurisdizione sul feudo. Il loro legame si trasformò in unione, quando Humbert III, ultimo Delfino, nel 1349 lasciò tutti i suoi possedimenti al regnante di Francia, a patto che l’erede al trono portasse sempre il titolo di Delfino. Verso la fine del XIII secolo, quasi tutta la popolazione locale aveva aderito al credo della religione valdese, la situazione mutò quando regnarono nuovamente i Savoia. Del suo patrimonio storico-architettonico fanno parte: la parrocchiale dell’Assunzione di Maria Vergine, edificata tra il 1686 e il 1689 per volere del re Luigi XIV, e il santuario della Vergine delle Nevi, costruito verso il 1960.