Il 19 in Piemonte

Salone del Gusto 2020, un’edizione diversa ma che si farà

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Sarà un’edizione particolare e condizionata dal Covid-19, ma gli organizzatori di Terra Madre-Salone del Gusto non si perdono d’animo. A quasi sei mesi dalla kermesse vogliono comunque trovare il modo, che sia una formula tradizionale, molto difficile, mista, in parte a distanza e in parte a Torino all’interno dei padiglioni del Lingotto, o totalmente on line, di confermare la manifestazione.

Insomma, proibito parlare di cancellazione o rinvio per Slow Food che organizza insieme con Regione e Comune di Torino. Al massimo si possono definire come schemi differenti, di formule calibrate sulla base delle situazioni e delle linee guida che saranno date.

Fondamentale per Burdese è esserci perché “i temi sul tavolo, dal degrado della Terra alla perdita delle biodiversità alla condizione delle comunità indigene non possono aspettare”. E a giorni Slow Food lancerà un fondo per sostenere il mondo di piccoli allevatori, contadini, artigiani del cibo a rischio di estinzioni. Gli stessi saliti idealmente sull’Arca del Gusto di Slow Food. Insomma, kermesse sicuramente modificata, ma non eliminata. Per ora è in programma a Torino dall’8 al 12 ottobre. Basta leggere i numeri di quella del 2018 per capire che non sarebbe possibile realizzarla: 5000 delegati delle “comunità del cibo” da tutti gli angoli del mondo, oltre un migliaio di produttori, 220 mila visitatori in 5 giorni di apertura.

“Non dipende da noi, ma è facile prevedere che sarà impossibile ricreare quella dimensione internazionale con la presenza fisica di persone in arrivo da tutto il pianeta”, spiega Burdese. ”Siamo al lavoro per studiare piani alternativi: se ci saranno le condizioni – aggiunge – una parte potrà essere espositiva, un’altra virtuale. Se dovremo spostare le date di un mese potrebbe andare bene, di sicuro non ci sarà un rinvio totale di tutte le attività al 2021″.