Il 19 in Piemonte

La Olivetti, la famosa azienda eporediese che inventò il primo computer del mondo.

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Oggi vi raccontiamo la storia della Olivetti, una delle aziende italiane più famose al mondo, che nacque nel 1908 su iniziativa di Camillo Olivetti, ingegnere di origine piemontese con il pallino della meccanica. Fu fondata a Ivrea, città della provincia torinese, con un capitale iniziale di 350mila lire, frutto di un investimento di 220.000 lire dello stesso Camillo. I soldi provenivano dal valore di alcuni terreni di proprietà della famiglia Olivetti e da un fabbricato industriale nella periferia della città piemontese e altri erano parte di un contributo di alcuni parenti e amici. I soldi furono utilizzati per acquistare torni automatici e macchine fresatrici, utilizzati per realizzare le prime macchine da scrivere con il marchio Olivetti.

Il personale fu ridotto all’osso ma le ambizioni rimasero molto grandi: a dirigere le operazioni ci fu Domenico Burzio, uomo di fiducia dello stesso Camillo Olivetti e grande lavoratore.

Nella seconda metà degli anni ’20 entrò in azienda Adriano Olivetti, figlio di Camillo, prendendo parte ai quadri dirigenziali della società e nel 1932 ne divenne direttore. Da allora, grazie al suo spirito d’iniziativa e al suo carisma, la Olivetti conobbe un periodo di crescita senza precedenti che le permise di diventare uno degli attori principali del mercato tecnologico mondiale. Nel 1938 Adriano Olivetti assunse la carica di presidente della società e iniziò un percorso di completa revisione della linea di prodotti a marchio Olivetti.

Nel 1940 fece il suo esordio la prima addizionatrice Olivetti, seguita nel 1945 dalla Divisumma 14, prima calcolatrice scrivente al mondo capace di eseguire tutte le quattro operazioni. Nel frattempo la società di Ivrea iniziò a fare investimenti nella ricerca applicata all’elettronica e alla produzioni di calcolatori a transistor, che portò alla produzione dell’Elea 9003, primo mainframe di produzione europea concepito da Mario Tchou.

La commercializzazione dell’ Elea 9003 fece da preludio allo sbarco e all’espansione della Olivetti sui mercati mondiali. Conquistate posizioni di leadership mondiale nei prodotti meccanici per ufficio, già negli anni ’50 l’Olivetti investe nella tecnologia elettronica con importanti risultati. La scomparsa di Adriano Olivetti (1960) e il peso degli investimenti rallentarono la transizione verso l’elettronica; ma nel 1978 uscì sul mercato la prima macchina da scrivere elettronica a livello mondiale e nel 1982 il primo PC professionale europeo. Negli anni ’80, sostenuto da una vasta rete di accordi e alleanze, Olivetti accelerò lo sviluppo nell’informatica e nei sistemi. 

La progressiva riduzione dei margini di redditività del business informatico e i nuovi sviluppi delle telecomunicazioni, negli anni ’90 spinsero l’azienda eporediese a spostare il baricentro verso questo nuovo settore, dapprima creando Omnitel (1990) e Infostrada (1995) e poi acquisendo il controllo di Telecom Italia (1999), con la quale si fuse nel 2003.