Il 19 in Piemonte

Il farò di San Giovanni quest’anno non si farà.

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La tradizione deve cambiare per l’emergenza Covid19. Quello di quest’anno sarà il primo San Giovanni senza farò e senza sfilata storica.

“Troppo alto il rischio di assembramenti”. Così il Comune ha spiegato la decisione di non svolere uno degli eventi più amati della festa patronale, il falò che viene acceso la sera del 23 giugno in piazza Castello: un rito che ha anche un qualcosa di scaramantico e un po’ magico, con la tradizione legata alla caduta della sagoma del toro posta in cima alla catasta di legna che alimenta il farò. Secondo la leggenda, a seconda della direzione in cui cade porterà fortuna o sfortuna alla città durante l’anno che segue: propizio se la sagoma del Toro cade verso Porta Nuova, poco fortunata se cade nella direzione opposta. Quest’anno niente rito, a differenza di quanto accadrà a Genova, dove sia pure rispettando la distanza, la tradizione sarà rispettata.

Il San Giovanni moltiplicato per tre è infatti la novità di questa festa patronale: Torino, Genova e Firenze unite dallo stesso santo hanno immaginato una festa comune. “Un’occasione per fare squadra, dare un segnale di forte unità nazionale, di voglia di essere uniti e compatti e di affrontare una sfida insieme, di senso di comunità e collaborazione istituzionale di cui c’è bisogno in questo momento”. Così la sindaca di Torino Chiara Appendino commenta la decisione di celebrare insieme a Genova e Firenze con una modalità nuova, dunque, e non solo per quanto riguarda il format delle celebrazioni che terranno contro delle restrizioni imposte dall’emergenza Covid-19. “San Giovanni x 3” proporrà infatti una serie di eventi dai luoghi simbolo delle tre città in diretta tv su Rai  e in streaming su Rai Play e su una piattaforma digitale creata ad hoc. Per l’occasione anche gli arcivescovi delle tre città si uniranno in un gesto comune, una lettera di auguri redatta insieme.