Il 19 in Piemonte

Il lago grande di Avigliana è pieno di batteri. Il bagno è sconsigliato.

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Allarme per il Lago Grande di Avigliana. Se fare il bagno nel lago Piccolo, come è noto, è vietato, a causa dei fertilizzanti utilizzati per l’irrigazione provenienti dalle torbiere di Trana, trovare refrigerio nel Lago Grande, finora, non è mai stato un problema. Anzi, con il riconoscimento delle Cinque Vele  di Legambiente e Touring Club, il lago è annoverato come uno degli specchi d’acqua più ambiti dai torinesi e dai piemontesi in generale, per trovare refrigerio e fare qualche nuotata nelle giornate più calde.

La scorsa settimana i prelievi nel Lago Grande hanno evidenziato uno sforamento dei limiti di allerta intermedia per quel che riguarda i cianobatteri del genere Alphanocapsa, collegati all’eutrofizzazione delle acque, per un naturale processo di decomposizione delle alghe accelerato dalle alte temperature. Benché dai rilievi sia risultato che la concentrazione di cianobatteri nelle acque sia ancora nei limiti consentiti, prima di dover dichiarare la non balneabilità, Arpa ha segnalato che l’attività di balneazione in queste condizioni potrebbe causare, soprattutto nei soggetti più delicati, irritazioni cutanee o gastrointestinali reversibili (soprattutto in condizioni di aerosol determinate dal vento o dalla pratica di sport acquatici), oppure creare qualche problema agli animali domestici che bevono l’acqua del lago o si leccano il pelo, dopo essersi bagnati.

La balneabilità qui è sempre stata vietata, fin dalla costituzione del Parco dei laghi di Avigliana. Nonostante questo l’ordinanza è stata ignorata dai molti visitatori che, soprattutto durante il week-end, non esitano a tuffarsi in acqua, alla ricerca di qualche momento di svago e di libertà. “Nonostante la presenza di cartelli indicanti il divieto – ha aggiunto Arisio –  è stata predisposta la realizzazione di ulteriore cartellonistica in quattro lingue, oltre a quella italiana. A sorvegliare sull’ottemperanza saranno le guardia parco. La sanzione per la violazione è di 50 euro”.