Il 19 in Piemonte

La storia della frittata rognosa, una specialità piemontese.

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Un antipasto, o un secondo se volete. Pochi ingredienti, niente di sofisticato. Stiamo parlando della “Frittata Rognosa” perché esteticamente bruttina, giacché i pezzetti di salame spuntano qua e là dalla superficie dorata della frittata.

Una ricetta della tradizione piemontese, molto semplice, la cui preparazione richiede poco tempo, da cui otterremo una frittata, bruttina, dicevamo, ma tanto, tanto buona.

Come spesso capita proprio i piatti più poveri, basati su “quel poco che c’era”, riescono a sorprenderci, trasmettendoci combinazioni di sapori inaspettati.

Per realizzarla, infatti, oltre alle uova, l’ingrediente fondamentale è un salame fresco, poco stagionato. Un salame crudo, o i salamini “d’la douja” ( salamini morbidi conservati nel grasso di maiale), o il salame cotto tipico piemontese che andrà benissimo. Il risultato è uno spettacolo, squisito!

E poi è proprio bello pensare che era il pasto comune dei nostri nonni. Sembra inoltre che questa semplice ricetta, fosse in auge anche a corte. La frittata rognosa, servita da una contadina inconsapevole, ad un Vittorio Emanuele II in incognito, affamato dopo una battuta di caccia, era stata molto apprezzata dal sovrano che l’aveva indicata fra i suoi piatti preferiti.