Appalti pubblici, intesa tra Città metropolitana di Torino e sindacati per la tutela del lavoro
Più sicurezza nei cantieri, tutela dei salari e dei contratti collettivi, controlli sui subappalti e maggiore trasparenza nelle gare pubbliche. Sono gli obiettivi dei due nuovi protocolli d’intesa sottoscritti martedì 13 ottobre dalla Città metropolitana di Torino e dalle organizzazioni sindacali per rafforzare la legalità e i diritti dei lavoratori negli appalti pubblici.
La firma si è svolta nella sede di corso Inghilterra 7, alla presenza del sindaco metropolitano Stefano Lo Russo e i segretari generali Federico Bellono per CGIL, Giuseppe Filippone per CISL e Chiara Maffè per la UIL, affiancati dai segretari di categoria Massimo Coliandro per Fillea CGIL, Vittorio Vito per Filca CISL e Giuseppe Fiorenza per Feneal UIL per il documento dedicato ai lavori pubblici.
Le nuove intese aggiornano quelle adottate nel 2019, recependo le successive modifiche alla normativa sugli appalti. Particolare attenzione è rivolta al contrasto del lavoro sommerso e della concorrenza sleale, anche per salvaguardare le aziende che operano nel rispetto delle regole.
“Il Recovery Plan ha costituito un importante volano per il territorio metropolitano e la Città di Torino” ha sottolineato in apertura il sindaco metropolitano Lo Russo “non solo in termini di opere nuove, qualità degli spazi ma anche per il sistema economico, come motore per le imprese e nel generare posti di lavoro. Oggi, a valle di questa esperienza, vogliamo continuare a pensarlo come l’inizio di un percorso in cui l’attenzione alla trasparenza, alla legalità, il contrasto dei sistemi opachi e della criminalità organizzata devono essere un punto di eccellenza dl nostro territorio”.
Anche i segretari delle sigle sindacali che hanno firmato hanno sottolineato l’importanza di un lavoro fatto collettivamente e che andrà a costituire non solo maggiori garanzie per i lavoratori ma anche per i cittadini che usufruiscono dei lavori e dei servizi pubblici.
Il protocollo sui lavori pubblici si applica alle procedure di affidamento di competenza della Città metropolitana e dei suoi enti strumentali, comprese le concessioni e i cantieri finanziati con fondi PNRR, europei o nazionali. Le disposizioni interessano l’intera filiera, dalle imprese appaltatrici a quelle subappaltatrici, e prevedono verifiche sul rispetto degli obblighi previdenziali e contributivi e sulla congruità della manodopera impiegata.
Una delle misure più significative riguarda il ritardo nel pagamento degli stipendi: la Città metropolitana potrà versare direttamente ai lavoratori le somme arretrate, detraendole da quanto dovuto alle imprese. Lo stesso meccanismo è previsto per le inadempienze contributive.
Sul fronte del dumping contrattuale, ossia il ricorso a contratti collettivi non adeguati alle attività svolte, vengono introdotte misure per contrastare pratiche che penalizzano i dipendenti e alterano la concorrenza tra le aziende. Le irregolarità potranno comportare la segnalazione agli organi ispettivi e la sospensione dei lavori, fino alla risoluzione del contratto in caso di reiterazione.
Per le lavorazioni edili, la Città metropolitana si impegna inoltre a generalizzare il divieto di subappalto a cascata, così da rendere più efficaci le verifiche sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza. Il ricorso a imprese subappaltatrici dovrà essere autorizzato dalla stazione appaltante, mentre sono espressamente vietati gli affidamenti non autorizzati, l’impiego di operatori privi delle qualificazioni richieste e le forme irregolari di utilizzo della manodopera.
Un’altra novità riguarda la trasparenza dei cantieri. In una prima fase sperimentale, che interesserà circa dieci interventi di importo pari o superiore a un milione di euro, i cartelli esposti saranno dotati di un QR code attraverso il quale i cittadini potranno consultare una scheda digitale con informazioni sull’avvio dei lavori, sui subappalti e sulle eventuali variazioni intervenute durante l’esecuzione. I risultati della sperimentazione saranno valutati in vista di una possibile estensione del sistema.
A seguire l’attuazione delle misure sarà una Cabina di regia permanente, composta da rappresentanti dell’Ente e delle organizzazioni sindacali, con la possibilità di coinvolgere anche gli enti bilaterali. Si riunirà almeno ogni tre mesi per esaminare l’andamento degli interventi, affrontare eventuali criticità e promuovere iniziative di prevenzione e formazione.
Il secondo protocollo riguarda invece le forniture e i servizi, comprese le concessioni e le procedure di accreditamento di competenza esclusiva della Città metropolitana, indipendentemente dall’importo.
L’attenzione è rivolta anzitutto alla corretta individuazione dei contratti collettivi nazionali e territoriali applicabili alle attività affidate e alla quantificazione dei costi della manodopera. Sono previste clausole sociali per favorire la continuità occupazionale nei cambi di appalto, mentre i meccanismi di revisione dei prezzi dovranno contribuire a salvaguardare i livelli retributivi e la sicurezza.
Le tutele si estendono anche alla filiera dei subappalti, per i quali potranno essere introdotte limitazioni e, nei casi motivati, il divieto di ulteriori affidamenti a cascata, con l’obiettivo di prevenire irregolarità e possibili infiltrazioni criminali.
Tra gli strumenti individuati figura il sistema INPS MoCOA (Monitoraggio Congruità Occupazionale Appalti), che consente di verificare la correttezza dei versamenti retributivi e contributivi lungo la filiera. Nelle gare aggiudicate con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa potranno essere riconosciute premialità agli operatori economici che si impegnano a utilizzarlo.
Spazio anche all’inclusione sociale, attraverso la promozione di politiche attive del lavoro rivolte alle persone svantaggiate e la valorizzazione, quando compatibile con le attività affidate, delle aziende che adottano misure a favore dell’occupazione femminile e della conciliazione tra vita professionale e familiare.
Per verificare l’applicazione delle disposizioni sono previsti due momenti di confronto con i sindacati: un tavolo tecnico, incaricato di approfondire l’inserimento delle clausole sociali e dei riferimenti contrattuali nei capitolati, e un tavolo di monitoraggio semestrale che esaminerà le gare aggiudicate e i contratti in esecuzione nei settori dei servizi di pulizia, della manutenzione del verde e dei servizi di call center e customer care.
