Il 19 in Piemonte

I vaccini sono in ritardo sulla tabella di marcia?

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Il ministro Speranza dice che tutti saranno vaccinati entro giugno, ma il rallentamento di Johnson & Johnson non è di conforto. Prima vengono i settantenni e il ritmo lo condizionano variabili numerose: dipende dalla città in cui si vive, dall’Asl di appartenenza, da come si sta procedendo, da quanti sono i medici di medicina generale disposti a vaccinare nel loro ambulatorio.

Ci sono quelli che sono “spariti” dopo l’adesione sulla piattaforma e i medici non li trovano. Medici che hanno accettato di vaccinare i loro assistiti e hanno potuto verificare l’esistenza del nome del loro assistito settantenne sulla piattaforma, senza poi ritrovarlo sul portale dove possono fare la prenotazione.

L’ex-assessore alla Sanità Antonio Saitta ha scritto un documento in cui mette a confronto i sistemi di altre regioni, a tutto discapito di quello piemontese. Nel limbo dei vaccini si trovano ancora i super anziani che non sono trasportabili: persone, spesso over 90, che in questi giorni stanno ricevendo una telefonata di verifica su eventuali allergie o possibilità di essere trasportati al centro vaccinale ma ancora nessun appuntamento. Che ci fosse un fortissimo ritardo in questa categoria era noto, ma è inconcepibile non sapere ancora a metà aprile quando si verrà vaccinati. La difficoltà ad andare a domicilio avrebbe dovuto essere un incentivo, e non un disincentivo, a partire subito insieme con la fase dedicata agli over 80. E non dopo un mese.

Per non parlare poi di chi soffre di allergie importanti e che su prescrizione degli allergologi dovrebbe essere vaccinato in ospedale sotto osservazione.